Il cane come specchio

'Un'invenzione geniale'

I cani non si identificano con il pensiero, come spesso facciamo noi umani.
Non vivono basandosi su storie, proiezioni future o maschere accuratamente costruite, ma sulla presenza diretta.

Pre-mente, si potrebbe dire.

Questo rende i cani maestri di una ricchezza senza pari.
Vivono in totale abbandono, nel momento.
Non si preoccupano di come appaiono né sono intrappolati in chi erano ieri.

Proprio per questo i cani sono specchi così puri di coscienza.

Riflettono qualcosa che noi umani a volte sembriamo perdere facilmente: l’essere puri.

Questo comportamento puro, innocente e sempre sfrenatamente entusiasta suscita ogni volta il mio entusiasmo e il mio fascino.

A volte penso:
´if only you could see it´

Che invenzione geniale.

Funzione di specchio
Allo stesso tempo, però, mi suscita anche delle domande. C’è qualcosa che mi turba.
Uno specchio limpido può rendere visibile qualcosa di scomodo.
Nonostante tutto ciò che i cani possono insegnarci sulla presenza, la connessione e la fiducia, si vede ancora ogni giorno come gli animali vengano maltrattati, controllati o incompresi.

Cosa dice in realtà il modo in cui trattiamo gli animali sul nostro mondo interiore?

Racconto vs realtà
Quando vado a casa delle persone, guardo sempre anche il cane. Spesso mi dà un’indicazione della “temperatura” in casa.
Le persone spesso raccontano la storia. I cani mostrano la realtà.
Mostrano ciò che si nasconde dietro le parole.
Un cane disinibito riflette spesso una parte disinibita del padrone. Non è raro vedere cani timidi con persone che sono a loro volta caute nei rapporti.
Non intendo giudicare, ma questi sono esempi di risonanza.

E naturalmente la razza, il passato, i traumi, l’addestramento e la salute influiscono sul comportamento del cane.
Ma non sottovalutate la risonanza.
I cani reagiscono meno alle nostre parole, ma piuttosto al nostro sistema nervoso.

Un cane che è costantemente all'erta, reagisce rapidamente, osserva molto e fatica a rilassarsi può fornire molte informazioni sul suo ambiente. È molto probabile che si tratti di un ambiente in cui si percepisce tensione o imprevedibilità.

Quando un cane conosce pochi limiti, questo può facilmente risuonare con un ambiente in cui la struttura è diffusa. Oppure un cane eccessivamente inibito può essere un esempio di controllo o cautela nel sistema.

E un cane stabile e rilassato?
Spesso in casa si percepisce anche più sicurezza, chiarezza o coerenza emotiva.

In realtà è come se non fosse visibile solo il cane, ma anche il sistema che lo circonda.

Il confine tra controllo e fiducia
Lo vedo anche per strada.
Quanto amore le persone possano provare per il proprio cane, ma allo stesso tempo anche quanta tensione.

“E se scappasse?”
“E se qualcosa andasse storto?”

Naturalmente è importante porre dei limiti. Lo stesso vale per la sicurezza.
Ma molto spesso sembra che non sia solo il cane a camminare al guinzaglio…
ma anche la nostra stessa paura.

Come se, attraverso il controllo, cercassimo di evitare ciò che interiormente fatichiamo a sopportare.

Il guinzaglio teso.
In senso letterale e figurato.

Forse i cani ci riflettono quanto segue:

Quanto spazio diamo in realtà alla vita, alla spontaneità e alla fiducia…
senza voler controllare immediatamente tutto?


Dias: la co-regolazione nella pratica
Il mio cane Dias mi insegna molto su questo.

Conosco la sua storia passata solo in modo molto limitato, ma sembra chiaro che abbia conosciuto il pericolo.
Il suo corpo porta i segni della sopravvivenza.
Vita di strada sulle montagne della Grecia.
Un proiettile nella schiena.
Gli altri 3 cani del villaggio sono stati avvelenati e sono morti…

Eppure…
La sua base è rimasta sorprendentemente aperta. Giocoso, dolce e molto aperto al contatto con le persone e gli altri cani. All’asilo per cani viene “impiegato” per regolare gli altri cani. Soprattutto quando arrivano nuovi cani.

È interessante. Deve esserci stato quasi sicuramente un attaccamento sicuro nelle prime settimane/mesi. Insieme esploriamo qui qualcosa di essenziale per me:

Come la sicurezza può approfondirsi attraverso la (co)regolazione?

Insieme, nella connessione, creiamo e approfondiamo un terreno comune.
Con libertà, sintonia e divertimento come filosofia di fondo.

Quando ci sono i fuochi d'artificio, a volte vedo ancora riaccendersi vecchie tensioni.
Spavento, allerta. Un corpo che forse ricorda qualcosa.
In ogni caso, il sistema nervoso che vede un pericolo che non sembra riuscire a localizzare realmente. Questo viene interpretato come confusione e minaccia.

Laddove inizialmente cercava immediatamente riparo, ora vedo sempre più spesso:
spavento… regolazione… recupero.

Il suo sistema impara.
Non perché risolviamo il suo passato,
ma perché la connessione rende possibile una nuova esperienza.

È interessante approfondire in che misura gli eventi di forte impatto / traumatici possano trovare un posto nei cani. Fondamentalmente rimanendo presenti con loro, offrendo sicurezza, lasciando spazio, osservando e avendo una comprensione (di base) di come funzionano.

Specchi di Coscienza
Ci si potrebbe chiedere:
stiamo guardando solo “un cane”, o stiamo guardando elementi come:

Fiducia, tensione, controllo,
amore e presenza?

E quindi… noi stessi.

Il tuo cane non cammina solo al tuo fianco.
Indica – a modo suo, in silenzio – anche verso l’interno.

Verso il modo in cui ti relazioni, poni dei limiti, provi emozioni, sei presente.
Senza parole e senza giudizio.

Uno specchio senza filtri.
E un richiamo all’essere puro ✨



Domanda di riflessione
Se il tuo cane (o un animale che conosci) ti riflettesse qualcosa sul tuo stato d’essere, cosa pensi che ti mostrerebbe e cosa susciterebbe in te?



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