Gli strati silenziosi del sistema
Sulla consapevolezza, la stratificazione e l’intelligenza dei processi naturali
Sott’acqua nulla è vuoto, anche se sembra silenzioso.
Ciò che in superficie sembra scomparso, continua ad agire su altri livelli.
Quando una balena muore e affonda sul fondo, non si tratta di una fine, ma di un processo.
Per primi arrivano i grandi predatori. Squali, pesci predatori e altre specie che si nutrono di ciò che è immediatamente disponibile.
Poi compaiono organismi più piccoli che proseguono dove si ferma il primo strato.
E anche quando apparentemente non è rimasto più nulla, la vita continua.
I vermi si nutrono di ciò che giace nascosto nelle profondità delle ossa.
Nessuno strato cerca di prendere il sopravvento sul processo.
Lo squalo fa ciò che spetta allo squalo.
Gli organismi più piccoli fanno ciò che spetta a loro.
E ciò che rimane dopo viene assorbito da uno strato successivo.
Nulla va perduto.
Tutto viene assorbito in un insieme più grande.
La natura si affida a un’intelligenza che va oltre la singola parte.
Il parallelo con gli esseri umani
Nella presa di coscienza degli esseri umani vedo qualcosa di simile.
Ciò che è visibile spesso riceve per primo l’attenzione.
Emozioni che si impongono o convinzioni ostinate che ti bloccano in una certa posizione.
Ma al di sotto di ciò si trova un mondo di strati più sottili.
Esperienze che non sono mai state espresse appieno.
Fardelli che sono stati portati senza rendersene conto.
Una responsabilità che non era del tutto tua.
Un posto che hai finito per occupare.
Oppure un desiderio che è rimasto nascosto per anni.
Non tutto richiede un’attenzione immediata. Alcuni processi agiscono a un livello più silenzioso e si sviluppano secondo i propri ritmi. Quando arriva il momento in cui possono venire a galla, si manifestano da soli.
Nel contesto dell’accompagnamento
Lo riscontro anche nell’accompagnamento. A volte un intervento produce immediatamente un cambiamento. Altre volte sembra che non stia accadendo quasi nulla, mentre sotto la superficie qualcosa è già stato messo in moto. Come se i diversi livelli del sistema seguissero il proprio ritmo.
Penso sia importante rendersi conto che – al di là della nostra percezione diretta – si sta svolgendo un’enorme quantità di processi. Ben al di là di ciò che in quel momento conosciamo o siamo in grado di comprendere. Non solo in terapia, ma anche nella vita stessa.
La mia presa di coscienza
Lo riconosco anche nel mio processo di presa di coscienza. Periodi in cui apparentemente cambia poco, si rivelano spesso, col senno di poi, fasi in cui invece è stato integrato molto.
Una consapevolezza trova la sua strada verso il corpo.
Una vecchia identificazione che lentamente si scioglie.
Oppure una nuova esperienza di sicurezza che trova spazio all’interno di una relazione.
Dall’esterno a volte sembra che accada poco. All’interno, nel frattempo, può avvenire un completo riassetto.
Come l’erba non cresce più in fretta se la si tira, così anche la presa di coscienza non può essere forzata.
