La prospettiva dall’alto

Dal restringimento alla visione d’insieme

Poiché ho la tendenza a esaminare tutto nei minimi dettagli, mi è capitato spesso di immergermi troppo profondamente nel mio processo.

Più cerco di capire ogni cosa, più diventa difficile mantenere una visione d’insieme.

I pensieri iniziano a richiedere attenzione.
Le emozioni influenzano la visione d’insieme.
Ciò che all’inizio sembrava chiaro, si trasforma in un groviglio di dettagli.

In quei momenti non sto più osservando il processo, ma mi trovo proprio nel mezzo.

La visione si restringe.
Proprio per questo può essere utile allargare la prospettiva.


L’arte di allargare la prospettiva
L’aquila offre un esempio interessante in questo senso.

Non si libra in volo per prendere le distanze da ciò che sta accadendo, ma per poter vedere con maggiore nitidezza. Dall’alto, i dettagli non scompaiono. Al contrario, vanno al loro posto.

I modelli diventano visibili.
I movimenti acquisiscono una direzione.
Ciò che all’inizio sembrava complesso, si rivela parte di un insieme più ampio.

Dubitare, analizzare, guardare indietro e pensare al futuro possono essere preziosi. Ma arriva un punto in cui il pensiero diventa più attivo di quanto sia d’aiuto. Come se ogni sensazione dovesse essere prima compresa prima di poter andare avanti.

Flusso naturale 🌿 🌿
I processi di presa di coscienza si svolgono con un andamento ondulatorio.

Apertura e ritiro.
Comprensione e confusione.
Azione e tranquillità.

Questo alternarsi non è un’interruzione del processo.
È il processo stesso.

Il movimento non nasce sempre dall’approfondimento, ma dalla creazione di spazio.

L’aria porta movimento
L’elemento aria invita a quel movimento. A uno spazio per respirare. A una prospettiva più ampia in cui un’esperienza non determina più l’intero quadro.

Ecco perché la terapia non deve essere per forza impegnativa per andare in profondità. È importante anche sperimentare che, nonostante l’intensità, possa essere piacevole.

Muoversi fisicamente può aiutare in questo senso. Una seduta all’aperto. Lavorare camminando. La natura come contesto invece delle quattro pareti di uno studio terapeutico.

E lo stesso vale al di fuori della terapia.
Fare sport, una passeggiata nel bosco, andare in bicicletta.
Dedicarsi al giardinaggio o creare qualcosa.

Attività in cui l’attenzione si sposta per un attimo e il corpo può tornare a partecipare. Il sistema ha così la possibilità di ritrovare una visione d’insieme.

Dall’identificazione all’osservazione
L'aquila rimanda anche a un altro aspetto fondamentale: la posizione dell'osservatore.
La capacità di rimanere presenti a ciò che accade, senza identificarsi completamente con esso.

Il momento in cui ti rendi conto:

Questi sono i miei pensieri, ma io non sono loro.
Questo è ciò che provo, ma mi attraversa.

Si crea uno spazio tra chi osserva e ciò che viene osservato.

Questo offre una visione d’insieme.
L’aquila non ha quindi bisogno di cambiare il paesaggio per trovare la sua strada.

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